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RUBRICA DELLA SALUTE DEL LUNEDI

Benvenuti alla 49esima PUNTATA – Lo StarGate della Salute dell’Uomo Nuovo

A cura di Villaggio Ranco

 

L’ARGOMENTO DI QUESTA SERA: Non Giudicate

Questa storia cinese risale ai giorni di Lao Tzu, a cui piaceva molto. In un villaggio abitava un uomo poverissimo, ma che persino i re invidiavano perché possedeva un bellissimo cavallo bianco. I re offrivano prezzi favolosiper avere quel cavallo, ma il vecchietto rispondeva: “per me questo cavallo non è un cavallo, è una persona. Come puoi vendere una persona, un amico?”. Egli era povero, ma il cavallo non lo vendeva.

Una mattina scoprì che il cavallo non era nella stalla. Tutto il villaggio si radunò intorno a lui e cominciarono ad insultarlo: “Stolto di un vecchio! Noi lo sapevamo che un giorno il cavallo sarebbe stato rubato. Meglio se fosse stato venduto. Che sfortuna!”. Il vecchio rispose: “Andateci piano, non parlate così. Dite soltanto che il cavallo non è nella stalla perché questo è il dato di fatto, il resto sono solo giudizi. Se si tratti di sfortuna o di una benedizione non lo so, perché conosciamo solo una parte. Chi sa cosa verrà dopo?”. La gente gli rise in faccia ed andò via. Avevano sempre pensato che era un po’ matto.

Ma dopo 15 giorni, improvvisamente il cavallo riapparve. Non era stato rubato, semplicemente si era addentrato nella boscaglia. Non solo, ma si era portato dietro una dozzina di cavalli selvaggi. La gente del villaggio si radunò di nuovo intorno al vecchio e disse: “Nonnino, avevi ragione, non si trattava di sfortuna ma di una benedizione”. Il vecchio rispose: “Di nuovo vi spingete troppo avanti. Dite soltanto che il cavallo è tornato. Chi sa se si tratta di una benedizione o meno. Conosciamo solo una parte. Se leggete una sola parola di una frase – come potete giudicare tutto il libro?”. Questa volta la gente non aveva molto da replicare, ma dentro sentivano che lui aveva torto.

Dodici cavalli bellissimi erano arrivati… Il vecchio aveva un solo figliolo che cominciò ad addestrarli. Dopo appena una settimana cadde da cavallo e si ruppe entrambe le gambe. La gente si riunì di nuovo ed espresse il suo giudizio. Essi dissero: “Hai di nuovo ragione! E’ stata una sfortuna. Il tuo unico figlio ha perso l’uso delle gambe, e alla tua tarda età egli era il tuo unico sostentamento. Ora sei più povero che mai”.

Il vecchio rispose: “Siete ossessionati dai giudizi. Non andrete troppo lontano. Dite soltanto che mio figlio si è rotto le gambe. Nessuno sa se è una sfortuna o una benedizione. La vita arriva a frammenti e non vi viene dato di più”.

Successe che dopo poche settimane il paese entrò in guerra e tutti i giovani furono arruolati con forza nell’esercito. Fu risparmiato solo il figlio del vecchio, perché era zoppo. L’intero villaggio risuonava di cori di lamenti e pianti, perché si trattava di una guerra persa in partenza e si sapeva che la maggior parte dei giovani non sarebbe mai tornata. La gente del posto si recò dal vecchio e disse: “Nonnetto, avevi veramente ragione, l’incidente a tuo figlio è stata una vera benedizione. E’ vero che tuo figlio è zoppo, ma è ancora con te, mentre i nostri figli se ne sono andati per sempre”. Il vecchio rispose: “Continuate a dare giudizi, senza sapere niente! Dite soltanto che i vostri figli sono stati arruolati a forza nell’esercito, mentre mio figlio no. Solo Dio, la Totalità, sa se si tratta di una benedizione o di una sfortuna”. “Non giudicate”– altrimenti non diventerete mai uno con la Totalità.

Se hai a disposizione solo frammenti sarai ossessionato, se hai solo conoscenze limitate è inevitabile che ti lasci andare a conclusioni. Una volta che cominci a giudicare, hai smesso di crescere. Il giudizio significa uno stato della mente stagnante. La mente vuole sempre giudizi, perché affrontare il processo della crescita è sempre rischioso e scomodo. Infatti il viaggio non finisce mai. Termina un sentiero, un altro si riapre. Raggiungi una vetta, un’altra ti si presenta davanti. Dio è un viaggio senza fine. Solo coloro che sono talmente coraggiosi da non preoccuparsi della meta e sono contenti del viaggio, contenti di vivere il presente e godersi il viaggio, contenti di vivere l’attimo e nel frattempo crescere, solo costoro sono capaci di procedere verso la Totalità.

 

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