RUBRICA DELLA SALUTE DEL LUNEDI-Benvenuti alla TRENTATREESIMA puntata

Lo StarGate della Salute – L’Uomo Nuovo – A cura di Villaggio Ranco

ARGOMENTO DELLA SERA: Elogio dell’imperfezione

C’E’ UNA BELLEZZA CHE OLTREPASSA I CANONI ASSOLUTI. E’ QUELLA CHE SCATURISCE DALLA “PERFEZIONE NEGATA”.

Che cosa rende un viso indimenticabile? Dei tratti originali, magari poco lineari, armonici in equilibrio precario.

Che cosa rende un dipinto irriproducibile? Un colpo inatteso di pennello, la firma dell’artista sbavata in un angolo, un colore troppo vivido che non riusciamo a non guardare.

Come potremmo definire la Bellezza, quindi, quel piacere sconosciuto e misterioso che ci nasce nel cuore quando scorgiamo il fascino estetico ella realtà?

La Bellezza non è semplice regolarità, successione senza interruzioni di elementi compatibili uno con l’altro, presenza di tasselli che rispondono ai canoni di gusto più comuni.

Questo, magari, potremmo chiamarlo Ordine. Ma l’Ordine si apprezza e si dimentica, la Bellezza non si scorda.

La vera fascinazione, quella potente, irreversibile e irrazionale, nasce dalla perfezione negata, dall’infrazione della regola, dal divieto violento della prevedibilità.

Nasce da una crepa inusuale che dà carattere, da una smagliatura, da un elemento storto e inaspettato.

La prima reazione è di sorpresa, dettata dal nostro essere abituati a dover arrivare a tutti i costi all’eliminazione di ogni difetto. Ma come, ci diciamo, dove sta l’arte in questo legno consunto?

La seconda reazione, che sorge lenta e ricopre tutto il resto, è di godimento estetico.

Un godimento che rimane senza una spiegazione, un godimento che si chiama Bellezza.

E’ il nostro momento di evasione da un mondo rigidamente controllato da ferree logiche di tensione verso il perfetto, verso l’assenza di errore.

Possiamo finalmente liberarci da queste catene che ci tengono ancorati ad obiettivi irraggiungibili.

La perfezione esiste solo attraverso la sua assenza.

Pensiamo ai pavimenti in legno antico: la patina di tempo che conservano, le venature irregolari e nervose, il materiale consumato e fragile.

Eccola, la Bellezza. Viva, pulsante in ogni imperfezione, palpitante in quei tratti unici che raccontano una storia individuale e iiripetibile.

 

(Tratto da Casantica maggio-giugno 2015 – A cura di Carlo Apollo)

 

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