RUBRICA DELLA SALUTE DEL LUNEDI-Benvenuti alla TRENTADUESIMA puntata

Lo StarGate della Salute – L’Uomo Nuovo – A cura di Villaggio Ranco

ARGOMENTO DELLA SERA: morso da Cheiracanthium punctorium…..che fare?

(tratto da: esperienza diretta di Catia Berzigotti)

 

Non tanto tempo fa, al crepuscolo, durante alcune attività in Natura, sono stata morsa inaspettatamente da un Ragno che avevo già avvistato nel nostro Montefeltro e che subito mi aveva fatto pensare ad uno dei pochi ragni velenosi e quella sera, al crepuscolo, ne ho sentito l’effetto!

Un morso improvviso e la certezza istintiva e visiva di aver beccato proprio il Ragno velenoso e subito ho chiamato mio marito Andrea chiedendo “ mi ha morso sul dito della mano, e adesso cosa faccio?” , come se avessi dimenticato tutte le mie conoscenze ed esperienze, in quel momento avevo proprio la mente svuotata !

Poi eccomi rinsavita e subito abbiamo fatto la foto al ragno per certificarci la sua classificazione confrontandoci con amici esperti del settore che hanno confermato la nostra ipotesi: Cheiracanthium punctorium. (uno dei ragni italiani più pericolosi è Cheiracanthium punctorium Villers, 1769 appartenente alla famiglia Miturgidae)

Il mio caro amico e collega Andrea Fazi mi ha letto tutta la scheda al telefono e una volta arrivata a casa abbiamo subito preso provvedimenti per calmare il dolore lancinante, contenere gli effetti del veleno e depurarmi delle tossine e curare eventuali batteri che con il morso potrebbero insinuarsi nel corpo!

Che dolore!

 

Etologia – SINTOMI – TRATTAMENTO – EVOLUZIONE DEL MORSO

 

NB: L’esperianza è da considerarsi a scopo comunicativo e valevole per individui adulti in buono stato di salute.

 

ETOLOGIA

 

DISTRIBUZIONE: zone paleartiche, dall’Europa al centro Asia, compresa l’Italia e isole (in particolare Veneto, Emilia Romagna, Calabria e Toscana).

Non è un ragno sinantropo anche se sono stati segnalati casi di maschi erranti all’interno delle abitazioni in cerca di femmine.

ABITUDINI: C. punctorium è un aracnide molto attivo al crepuscolo, anche se si può incontrare in altre ore, specialmente nelle giornate estive non particolarmente calde. Costruisce una particolare tela “a sacco” che usa come rifugio e a fini riproduttivi, in genere su piante erbacee cresciute in luoghi umidi (ad esempio Carex sp.). Grazie alla sua sensibilità tattile molto spiccata è un abilissimo cacciatore. Preda principalmente ortotteri, blattoidei e altri ragni e, per le sue abitudini di caccia, può essere classificato fra i ragni erranti.

HABITAT: Vive prevalentemente nei prati, prediligendo quelli umidi e caratterizzati da folta vegetazione cedevole, in grado di essere piegata per la costruzione della tana. Si può trovare anche negli orti e nei giardini.

AGGRESSIVITÀ: come la maggior parte dei ragni preferisce la fuga all’attacco ma, se infastidito nella tana, può anche diventare particolarmente aggressivo. In tal caso saranno i maschi adulti ad uscire dalla tana per difendere la femmina, mostrando grandi cheliceri veleniferi. Causa la tendenza errante del maschio, che lo spinge a muoversi di notte e, all’albeggiare, a cercare rapidamente un rifugio (ivi compresi indumenti e calzature), episodi di morsi sono stati segnalati all’interno delle abitazioni. E’ uno dei ragni italiani il cui veleno, neurotossico e citotossico, ha effetti rilevanti sull’uomo.

 

Il Cheiracanthium è uno dei pochi generi di ragni italiani il cui veleno, neurotossico e citotossico, ha effetti rilevanti sull’uomo.

 

SINTOMI – TRATTAMENTO – DECORSO

 

Nell’istante in cui si viene morsi si ha la sensazione di essere stati morsi non da una, non da due e neppure da 100 vespe ma da molte, molte di più! È un bruciore che fa pensare alla carne che cuoce alla brace, lancinante! Nel mio caso, sono stata morsa nel dito indice della mano destra. Poco dopo, circa mezz’ora è comparso un bruciore nelle ghiandole linfatiche del braccio destro con successivo ingrossamento. Nel frattempo il dolore si è distribuito anche nelle altre dita ed e risalito nell’articolazione del gomito. Il dito si è gonfiato assumendo una colorazione blu-violetta ed ho cominciato a perdere la sensibilità nel polpastrello del dito, sensazione che si è protratta per due giorni.

 

Appena rientrata a casa abbiamo cominciato con i primi trattamenti:

Assunzione per via orale di argilla ventilata con cucchiaino e succhiata in bocca come fosse caramella, un cucchiaino ogni mezzora per due ore e assunzione di acqua e argilla per tutta la serata ed anche il giorno successivo.

Impacco di argilla sulla mano per diverse ore cambiandola appena avvertivo la sensazione di calore.

Assunzione di 7 gocce di estratto di semi di pompelmo in acqua, per 2 volte nella serata, e di 5 gocce nei giorni successivi per più volte al giorno. Assunzione di 50 gocce di Ribes nero per due volte nella serata e per due volte nei tre giorni successivi. Trattamenti di Reiki localizzati sul dito interessato, sullo stomaco e sul cuore per tutta la notte. Durante la notte oltre al dolore si è manifestato un prurito fortissimo che naturalmente bisognava far finta di non sentire per non rovinare la mano in quanto ancora sotto effetto anestetico dovuto al veleno. Grazie a questa prassi molte degli effetti derivanti dal morso di Cheiracanthium p. non si sono manifestati.

Nei due giorni successivi il dolore era ancora forte e le ghiandole linfatiche ancora grosse e brucianti ed il dito ancora gonfio ma non a dismisura. Il terzo giorno, il dito ha cominciato a sgonfiarsi, il dolore piano piano ad andarsene e l’effetto anestesia pressoché scomparso, le ghiandole linfatiche quasi tornate alla normalità.

 

Per tutta la settimana ho introdotto diversi cibi crudi, tanta acqua ed ho cercato di fare attività che mi permettessero di sudare tantissimo e più sudavo più il dolore se ne andava!!!! Per fortuna..!!!

 

Nei tre giorni successivi il morso ho tenuto sotto controllo il mio stato fisico e psichico, nel caso per tanti motivi personali o di lavoro uno non riesca a seguire i suggerimenti derivanti dalla mia esperienza e non riesca a tenere sotto controllo la risposta del proprio corpo sia al veleno che all’evento si consiglia di contattare subito il proprio medico di fiducia e di sottoporre la foto del Ragno o dell’insetto che vi ha punto.

Ricordarsi sempre di fare una foto o di prelevare l’insetto che vi ha punto per identificare il veleno e la seguente terapia da seguire.

 

Grazie per la lettura e vi auguro che non possa mai, mai esservi di aiuto perché veramente doloroso e persistente!

 

Buona notte da Villaggio Ranco !

 

 

 

 

 

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